
Il villaggio delle Saintes Maries de la Mer, terra di accoglienza, di tradizione e di pellegrinaggio, è costruito tra cielo e mare, là dove il Rodano abbraccia il Mediterraneo.
Luogo di leggenda, la sua riva accolse, all’alba della cristianità, Marie Jacobé, Marie Salomé e la loro servitrice Sarah, cristiane perseguitate che fuggivano dalla Palestina su una barca senza timone.
Il villaggio offre al visitatore l’immagine della sua chiesa altera e protettrice e promette una visita ricca di emozioni sotto una luce sempre nuova.
All’ombra del suo campanile romano, il visitatore girovaga nelle stradine a pavé, sulle tracce dei pellegrini. Dal tetto della chiesa, sguardo alla caccia di qualcosa, naso e capelli al vento, si lascia vincere dall’emozione dei grandi spazi, scene future di scoperte e incontri calorosi con uomini e donne allevatori che percorrono a cavallo i pascoli per i tori per i quali si prospetta un futuro glorioso.
Dal villaggio, i suoi passi lo guidano verso le dune, le spiagge di sabbia fine, le vaste distese di giunchi e le mandrie. Innamorato della natura e dei grandi spazi, trova piacere nelle passeggiate a piedi ed equestri, ammira la danza degli uccelli, cede all’inebrio della navigazione e dello slittare spostato dai grandi venti.
Il villaggio delle Saintes Maries de la Mer erge a capitale per coloro che si lasciano affascinare dalla Camargue, avvolti dalla sua bellezza selvaggia, la sua cultura e le sue tradizioni vive ed autentiche.
l celebre raduno dei Gitani
Nella penombra della cripta, nella chiesa di Saintes-Maries-de-la-Mer, la statua scura di Sara si distinguerebbe a fatica se non fosse perennemente illuminata da decine di candele votive. E’ Sara-la-Kal, che in latino significa dea “nera” e “zingara”, la protettrice dei gitani.
Ogni anno, il 24 maggio, viene rivestita di sete e broccati e ricoperta di gioielli, poi i pellegrini la caricano sulle spalle e a centinaia percorrono le viuzze bianche fino a raggiungere la spiaggia: è il momento della “benedizione del mare”.
L’origine di questa devozione risale al 1496, quando vennero scoperte le reliquie della santa. E a questa data si fa coincidere l’insediamento delle prime famiglie di zingari in Camargue.
Il 24 maggio e il giorno successivo, si festeggia dunque il pellegrinaggio dei gitani alla Madonna Nera. Dagli anni Cinquanta ad oggi il loro numero è più che decuplicato: vengono dalla Provenza, ma anche dalla Spagna, dall’Italia, dall’Irlanda, dai Paesi dell’Est. E non arrivano più a cavallo o in carrozza, ma con roulotte e camper e si accampano nelle strade, formando dei veri quartieri.
Gli abitanti di Les-Saintes-Maries cercano di sfruttare commercialmente questo avvenimento, ma per gli zingari che pregano, innalzano voti e canti antichissimi, questi riti corrispondono a una profonda devozione, insieme magica e religiosa.
Per due giorni, famiglie e tribù si incontrano, combinano affari e matrimoni, leggono la mano, ballano e fanno musica. Alcuni di loro, come i Gypsy Kings, partiti da questi palchi, sono diventati famosi in tutto il mondo.
Per due giorni, le vie imbiancate a calce, le spiagge e i campi paludosi sono soltanto loro. Poi i gitani lasciano Saintes-Maries-de-la-Mer per disperdersi per le strade d’Europa.
Festa del Cavallo
Ormai da 20 anni, verso il 14 luglio, il villaggio delle Saintes Maries diventa il luogo di incontro delle Arti Equestri. Per cinque giorni, il Cavallo è allora il re incontrastato della Festa.
Due gli spettacoli più importanti che dominano i festeggiamenti, ossia le Corride del Réjon d’Oro e del Centauro d’Oro, presentate nelle arene di Méjanes e delle Saintes Maries. Per gli affezionati e gli amanti del cavallo, questa è l’occasione buona per scoprire i più grandi rejoneadores del momento che calcano la sabbia delle arene della Camargue alla conquista dei ricercatissimi trofei.
Qui il cavallo è al centro di tutte le manifestazioni ; tutti i giorni si susseguono abrivado, roussataïo, cabestria, parate e sfilate di tiro nelle strade del villaggio.
La piazza dei gitani accoglie prove del Campionato di Francia di Horse Ball e delle presentazioni di cavalli, mentre le arene dedicano una serata alle arti equestri attraverso un magnifico spettacolo che fa ben collimare musiche, luci, addestramento e maestà del Cavallo.

Il villaggio di Saintes Maries vede allora le proprie strade animarsi intorno a gruppi flamenco e all’atmosfera calorosa dei bodegas.
La Corrida Incruenta

Verso il 15 agosto le Saintes Maries de la Mer diventano il luogo di incontro di diverse forme di tauromachia. La Spagna e il Portogallo per tre giorni sono gli ospiti d’eccezione della Camargue ; è l’occasione giusta per ritrovare nelle arene spettacoli vari come la performance dei Recortadores, le corse tipiche della Camargue alla ricerca della coccarda, uno spettacolo della Camargue, e una grande Corrida Flamenca durante la quale i tercios sono ritmati dalle chitarre gitane.
L’atmosfera taurina che regna nelle strade del villaggio si ritrova fin dal mattino nelle colazioni tipiche della Camargue offerte alle arene o ai bouvaù . Seguono, allora, abrivado, cabestrias, acoso y deribo e becerrada che animano le mattinate prima dei « grossi » spettacoli del pomeriggio quali le tradizionali Corse della Camargue agli Assi e Corrida Flamenca .
I fuochi d’artificio e il ballo popolare chiudono queste Feste dedicate al Toro.
Testo dal sito:
http://www.saintesmaries.com/it/index.phpL'area di sosta:
Les Saintes Marie de la Mer camargue
L'Area si trova in fondo all' Avenue Jaques Yves Cousteau, costa € 8,50 dalle 8,30 alle 18 circa, a quest'ora il custode chiude l'acqua alza le sbarre e se ne va, ritorna alle otto e trenta del giorno dopo.
Su asfalto e su sterrato con solo camper service.
Entrando in città sulla Route d'Arles c'è un'altra area di sosta allo stesso prezzo ma molto rumorosa


La parte sull'asfalto è la più gremita, meglio arrivare entro le 16 per trovare posto.

Naturalmente questa parte dell'area di sosta non è inlluminata, una canna da pesca può essere utile

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